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Blu indaco

Il colorante della pianta dell’indaco lascia … traccia di sé

Mar
23
Mar '10

Mentre la tintura ricavata dalla pianta del guado colorava di azzurro i filati e i tessuti dell’area europea, in Oriente si utilizzava per gli stessi scopi l’Indigo tinctoria. Questa pianta arbustiva, nota già agli Egiziani, che ne estraevano un colorante “blu indaco” col quale impregnavano le bende destinate alle mummie, è stata in seguito descritta anche da Marco Polo nei suoi racconti di viaggio.

Quando la pianta dell’indaco arrivò in Europa, nel 1600, soppiantò rapidamente il guado per la maggiore facilità dell’estrazione del suo colorante. Se è usato al naturale, però, senza sostanze fissanti, l’indaco “stinge”, come è dimostrato ancora oggi dai Tuareg, detti “uomini blu” proprio per le tracce bluastre lasciate sul loro viso dal tessuto, colorato artigianalmente, con cui si avvolgono il capo e il volto.

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