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Un giardino verticale

Capperi e bocche di leone si contentano di poco

Lun
19
Mar '12

Anche un semplice muro di tufo o, meglio ancora, un muretto di pietre a secco, può trasformarsi in un giardino molto particolare. Basta un po’ di terriccio negli interstizi fra le pietre, o in qualche fessura, infatti, perché un seme, portato dal vento, decida di fermarsi e germogliare. Sembra quasi impossibile che un microambiente, così poco ospitale, con poca terra, scarsa luce, troppa acqua che ristagna nelle piccole cavità, o, al contrario, poca acqua che scivola via, possa, invece, dare vita ad un vero e proprio giardino verticale, che moltiplica la superficie disponibile. Se ne ha un esempio d’eccezione a Parigi, nel Museo delle Arti e delle Civiltà primitive, dove un botanico e un architetto hanno realizzato su una superficie verticale, un giardino di 800 metri quadri, che ospita ben 15.000 piante provenienti da tutto il mondo! Tornando a una dimensione più... nostrana, fra le piante vagabonde che si insediano spontaneamente su un muro, la più nota è il cappero, del quale si dice che bisogna spararne i semi con una cerbottana verso una parete e lasciare che si fermino dove vogliono. Accanto ai suoi cespuglietti verdi ricadenti che, in primavera, esibiscono grandi fiori rosei, si possono osservare soprattutto le spighe multicolori delle bocche di leone, vere viaggiatrici che, a volte, compaiono inaspettate anche nei vasi dei nostri balconi. 

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