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Ladri per… passione

Le piante esotiche conquistano l’Europa

Mar
15
Nov '11

Fra i nomi dei fiori più comuni nei nostri giardini, accanto a quelli “antichi” di chiara origine classica (primula, calendula, iris, narciso) ce ne sono altri che suonano francamente meno familiari al nostro orecchio latino, come fucsia oppure zinnia.

Si tratta di piante arrivate in epoca relativamente recente da paesi lontani, spesso per iniziativa spontanea di qualche viaggiatore o di qualche diplomatico che si è servito della propria immunità doganale. È il caso dell’ufficiale della Marina inglese che, di ritorno dal Brasile, regalò a sua madre una graziosa piantina fiorita (la futura fucsia) o quello di un ambasciatore tedesco in Messico, che inviò in patria ad un amico botanico di nome Zinn i semi di quella che sarebbe stata chiamata, appunto, zinnia.

Furono soprattutto i naturalisti inglesi al seguito delle spedizioni geografiche, tuttavia, che avviarono verso l’Inghilterra centinaia di nuove specie ornamentali, contribuendo così non soltanto ad alimentare la febbre del collezionismo, ma anche a diffondere nella società inglese il gusto generalizzato per le serre e i giardini in città. È significativo il caso del botanico Y. Hooker, che a metà dell’ottocento, mentre cercava nuove piante in Tibet, si trovò intrappolato nei conflitti territoriali locali e fu fatto prigioniero. Perfino mentre lo portavano via, però, non perse l’occasione “per raccogliere segretamente semi di rododendro”, come egli stesso raccontò in una lettera. Si badi bene: non i semi di una pianta di valore alimentare o medicinale, ma, semplicemente, quelli di un arbusto ornamentale .

C’è da dire, però, che sebbene la genuina passione botanica di Hooker sia fuori discussione, il valore commerciale di queste piante non è certamente da sottovalutare. È stato calcolato, infatti, che nei trenta anni successivi al “boom” dei rododendri, la somma spesa complessivamente dai loro compratori inglesi sarebbe stata sufficiente ad azzerare il debito pubblico nazionale!

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