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I fiori e la divinità

Piogge di petali, ghirlande e quadri floreali

Gio
31
Mar '11

Ai fiori, che conservano nella loro bellezza un frammento della divinità creatrice, l’umanità ha sempre affidato il ruolo di ambasciatori della sua devozione e delle sue preghiere.

In questo spirito, i Greci ponevano i fiori al centro di molte feste religiose, come le Adonidi, durante le quali si portavano in corteo vasetti di coccio colmi di anemoni; la loro fioritura, accelerata con innaffiature di acqua calda, era però destinata a sparire altrettanto rapidamente, con una chiara allusione alla breve durata della vita del giovane Adone, al quale i fiori erano dedicati.

Anche a Roma, dal 27 aprile alle calende di maggio, si festeggiavano le Florales, con cortei, sacrifici agli dei, danze e gare di ogni genere. In questa occasione, alle donne era consentito di indossare vesti coloratissime, e le strade della città erano coperte di petali di rose. Lo ricorda anche il poeta Marziale che, rispondendo ironicamente ad una proposta egiziana di mandare rose in dono all’imperatore Domiziano, scrive: “In tutte le strade di Roma si respira l’aria della primavera, e si vede sfolgorare lo splendore dei fiori intrecciati in ghirlande. Inviate grano, o Egizi, vi copriremo di rose!”

L’aspetto folcloristico, sottolineato da giochi, canti e gare, che accompagnava queste antiche festività religiose, si è conservato ancora oggi in molte feste popolari di paese o di quartiere, in particolare nelle “infiorate”, che hanno in comune con le Florales la….materia prima.

Nate a Roma nel 1675, le infiorate sono tuttora tipiche di alcuni paesi del Lazio dove, in occasione del Corpus Domini, alcune strade del centro vengono ricoperte da un particolarissimo mosaico, realizzato esclusivamente con petali di fiori di ogni tipo e colore dagli artisti locali che sono depositari delle tecniche tradizionali. Il soggetto del mosaico è, generalmente, di carattere religioso, ma a Genzano si ricorda anche un “quadro risorgimentale” allestito in occasione di una visita di Garibaldi.

Un particolare curioso: poiché si era in aprile, i fiori scarseggiavano e, quindi, gli artisti furono costretti a servirsi prevalentemente di altri materiali vegetali, realizzando così, di fatto, una “infogliata”.

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