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Belli da mangiare

Il carciofo è proprio… un fiore in boccio

Gio
31
Mar '11

Saporite cimette di broccoli e cavolfiori, piccanti boccioli di capperi sotto sale, prelibati fiori di zucchine, dolcissime violette candite: i fiori fanno la loro comparsa sulla nostra tavola più spesso di quanto si creda.

Tra i più gustosi c’è sicuramente il carciofo, dal sapore delicato e deciso, di cui si mangiano le foglie esterne del fiore ancora in boccio. L’aspetto di un carciofo completamente fiorito (e quindi ormai immangiabile!) ricorda molto quello dei cardi che crescono nei prati o ai margini delle strade di campagna: una somiglianza per niente affatto casuale, dal momento che i carciofi non nascono spontaneamente in natura, ma sono il risultato di pazienti incroci e selezioni sui cardi selvatici. Proprio per questo motivo, i carciofi sono a volte scomparsi dalla scena, o meglio dalla tavola, per lunghi periodi. I Romani, ad esempio, pur non apprezzandoli particolarmente, li conoscevano, ma nelle descrizioni dei banchetti medioevali non se ne trova più traccia, mentre vengono nuovamente citati nelle cronache di un importante ricevimento nuziale del 1575, per un motivo abbastanza curioso: si legge, infatti, che in quell’occasione, Caterina de Medici, che ne era golosissima, mangiò tanti carciofi da rischiare quasi di morire d’indigestione. Più o meno alla stessa epoca si fa risalire un episodio, forse più romanzato che reale. Sembra che il duca Emanuele Filiberto di Savoia, dopo aver spostato la sua capitale a Torino, allo scopo di estendere pian piano il dominio sulla penisola, dichiarasse ai suoi ministri: “L’Italia è come un carciofo, bisogna mangiarla foglia per foglia”.

Intenzioni politiche a parte, la frase rispecchia, con una certa arguzia, la riacquistata popolarità dei carciofi, nonché l’abitudine piemontese di mangiarli proprio così, crudi e tuffati nell’olio una foglia dopo l’altra.

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