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Dal cavallo di Troia ai giardini mediterranei

La rossa corteccia del corniolo ricorda un antico tradimento.

Mar
8
Feb '11

Le piante che, colte da una mano innocente, parlano, e denunciano un tradimento e una morte violenta, sono presenti in molte leggende, a cominciare dalla canzone del pastorello siciliano che, portandosi alle labbra un fischietto di canna, ne sente uscire il racconto della morte di un principe, tradito dal suo stesso fratello.

È anche il caso del corniolo, un bell’albero dal legno liscio o compatto, simile ad un corno levigato, la cui storia affonda le radici (è proprio il caso di dirlo!) in epoche molto lontane.

Secondo la tradizione, il cavallo di Troia era costruito proprio con il legno dell’albero di corniolo che, in seguito, era destinato ad incrociarsi ancora una volta, con le vicende dell’eroe troiano Enea.

Quando, durante il lungo viaggio che lo porterà sulle coste italiane, Enea si ferma in Tracia, cerca infatti di cogliere alcuni rami di corniolo per adornare l’altare degli dei. Con stupefatto terrore, però, l’eroe assiste a “un orribile, mirabile prodigio”, come lo definisce Virgilio nell’Eneide. Dai rami strappati escono delle gocce di sangue, accompagnate dalla voce di Polidoro, figlio del re Priamo, che racconta la sua tragica storia: egli ha subito, infatti, uno dei peggiori tradimenti, quello dell’ospitalità ed è morto inchiodato al suolo da una selva di giavellotti di corniolo, l’albero che, ne avrebbe poi pietosamente coperto le spoglie.

Come sempre accade nelle leggende e nei miti, esiste un riscontro preciso fra la storia e le caratteristiche della pianta protagonista. In questo caso a colpire la fantasia, è stato certamente il colore rossastro del tronco e dei rami del corniolo che, spontaneo per secoli, è stato poi coltivato per il suo legno e per i frutti, aciduli ma gustosi. Da tempo, ormai, l’utilizzazione di questi prodotti è diminuita, ma il corniolo viene ancora ospitato nei nostri giardini per la bellezza dell’aspetto e, soprattutto, per i suoi colori, che aggiungono alla levigatezza del legno il rosso dei giovani rami e le calde tonalità ramate del fogliame autunnale.

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